I grandi eventi - 15/05/2006 incontro con il Dott. Giancarlo Caselli
Gian Carlo Caselli nasce ad Alessandria il 9 maggio 1939. Conseguita la maturità classica presso il liceo Salesiano Valsalice, ottiene una laurea in Giurisprudenza all'Università di Torino.
Vince il concorso in magistratura e nel dicembre 1967 è destinato al Tribunale di Torino, dove nei primi anni Settanta è giudice istruttore penale. Dalla metà degli anni Settanta e fino alla metà degli anni Ottanta, tratta reati di terrorismo riguardanti le Brigate Rosse e Prima Linea.
Nel 1984 entra a far parte della commissione per l'analisi del testo di delega del nuovo codice di procedura penale; nel 1991 Gian Carlo Caselli è anche consulente della Commissione Stragi. Dal 1986 al 1990 è componente del Consiglio Superiore della Magistratura.
Nel 1991 è inoltre nominato magistrato di Cassazione e diviene Presidente della Prima Sezione della Corte di Assise di Torino.
Dal 15 gennaio 1993 è Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo. Dal 30 luglio 1999 è Direttore generale del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. Dal marzo 2001 è rappresentante italiano a Bruxelles nell'organizzazione comunitaria Eurojust contro la criminalità organizzata.
Dopo aver ricoperto il ruolo di Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Torino, il 30 aprile 2008 viene nominato Procuratore Capo della Repubblica di Torino con voto unanime del Consiglio Superiore della Magistratura.
“La mafia non è un affare di ‘guardie e ladri’; è un affare che interessa tutta la società e tutte le società”.
Così il Dottor Giancarlo Caselli, Procuratore Generale di Torino, nonché Ex Allievo Salesiano, agli allievi del nostro Liceo.
La mafia non solo arricchisce i mafiosi, ma impoverisce socialmente ed economicamente la società.
Lo studio scientifico del CENSIS dice che l’effetto della mafia sull’economia del Mezzogiorno d’Italia è di zavorramento: 180.000 posti di lavoro si perdono nel Sud ogni anno; sette miliardi e mezzo di Euro in meno di produzione di ricchezza ogni anno…
Senza la mafia, il Prodotto Interno Lordo pro-capite del Mezzogiorno sarebbe come quello del Nord…


Gli studenti sono invitati dal Dott. Caselli, oltre che all’impegno positivo (“…avere sempre un po’ più di coraggio rispetto alla paura”), alla speranza: l’Italia è apprezzata nel mondo per essere il Paese dell’antimafia, grazie alla legislazione attenta in merito, nata dall’esperienza. Speranza anche perché i beni acquistati in modo illecito dagli uomini della mafia, e a loro sottratti, sono diventati spazio di lavoro per Cooperative giovanili che vi producono olio, frumento…; perché la villa di Toto Rijna è diventata una Scuola Agraria, che a Corleone mancava… “Quanto più di legalità possiamo avere, tanta più speranza abbiamo di una migliore qualità della vita, di maggiore felicità, alla quale abbiamo diritto”. Mattinata ricchissima di idee, di sollecitazioni, di interrogativi, di testimonianza di rigore morale, e di attenzione pensosa da parte dei giovani. Grande occasione per meditare sull’ ”onesto cittadino e buon cristiano” che speriamo si formi nelle nostre Scuole.



